Asana Yoga per il quinto Chakra

Il quinto Chakra, il cui nome sanscrito è Vishuddha, è situato più o meno vicino alla gola ed è per questo motivo che è conosciuto anche come “Chakra della gola”.
Governa dunque questa precisa zona del nostro corpo, sede di molti organi come la trachea, la tiroide, comprendendo anche le corde vocali, le orecchie, il naso e quant’altro possiamo trovare nel raggio di quei pochi centimetri.

Il significato di Vishuddha è “puro”, relativo alla “purificazione”, perché per far sì che questo Chakra si apra è necessario essere puri d’animo, ma anche perché i suoni che noi emettiamo, ciò che diciamo e ciò che è legato alla comunicazione con l’altro e all’ascolto, ci permette di purificarci.

Vishuddha è infatti il Chakra della nostra espressività, della nostra sincerità, quello che collega la nostra interiorità alla realtà che ci circonda, permettendoci di relazionarci con le altre persone.

È rappresentato da un loto di colore turchese, composto da sedici petali.
L’elemento al quale è associato è invece l’etere, che gli antichi definivano la parte più luminosa e pura dello spazio celeste. Il suo colore è l’azzurro.

Al fine di contrastare blocchi o funzionamenti non proprio armonici, vi suggeriamo le migliori Asana per il quinto Chakra.

Cosa succede quando il quinto chakra è bloccato?

È molto importante che anche il quinto Chakra, come tutti gli altri sei, funzioni correttamente.
Quando Vishuddha è aperto e ben bilanciato, infatti, a beneficiarne è soprattutto il nostro modo di comunicare con chi ci circonda, dunque le nostre relazioni, ma anche la nostra creatività.
Viviamo positivamente e senza disagi il contatto col prossimo, ogni esperienza si tramuta in un’occasione per crescere e siamo in grado di esprimere ciò che realmente siamo, lontani da inutili pregiudizi.

In presenza invece di un quinto Chakra bloccato, la situazione è diametralmente opposta: esprimere le nostre idee ci risulta difficoltoso, non siamo dei bravi ascoltatori e ci teniamo alla larga da ogni possibile interazione sociale, prede della nostra introversione.
Alla base di tutto questo vi è un forte senso di inadeguatezza e mancanza di autostima.

I sintomi fisici derivanti da un malfunzionamento del quinto Chakra sono ovviamente quelli localizzati nella zona corporea in cui è collocato: possiamo facilmente incorrere in problemi alle vie respiratorie, quindi laringiti, faringiti, raffreddori, sinusiti, ma anche disturbi della tiroide, del tratto cervicale e dell’udito.

Vishuddha deve perciò essere opportunamente equilibrato, ciò significa che non deve essere né bloccato né tanto meno iperattivo: in quest’ultimo caso, appariamo impulsivi e irrequieti, fanatici, parliamo velocemente e presuntuosamente.

Ma è arrivato di scoprire come riequilibrare il quinto Chakra con lo Yoga mediante le posizioni più indicate. Qui di seguito scopriamo quali sono.

Setu Bandha Sarvangasana (la posizione del ponte contratto) 

Setu Bandhasana (posizione del ponte contratto) 
Setu Bandhasana (posizione del ponte contratto)

La posizione del ponte contratto è una delle più emblematiche in relazione al quinto Chakra, che possiamo appunto definire un “ponte” tra noi stessi e gli altri.
Eseguirla ci infonde coraggio, autostima e determinazione. Ecco cosa fare nel dettaglio:

  • Sdraiatevi supini, con le gambe piegate e le braccia rilassate lungo i fianchi.
  • Mantenendo i piedi ben saldi a terra, sollevate il bacino inarcando quindi la schiena, al massimo delle vostre possibilità, avvicinando il mento allo sterno. Con le braccia, se volete, potete afferrare le vostre caviglie.
  • La testa deve rimanere comunque appoggiata al pavimento. Spalle e collo non devono essere rigidi.
  • Rimanete fermi in questa posizione il tempo che reputate necessario.

Sarvangasana (la posizione della candela) 

Posizione Yoga Sarvangasana - Posizione della candela
Posizione Yoga Sarvangasana – Posizione della candela

Questa Asana lavora efficacemente sul quinto Chakra, liberando l’energia a quel livello e aiutandoci dunque nel rapporto con noi stessi e con gli altri. Se siete alle prime armi, non è per niente facile da eseguire, dal momento che il corpo risulta completamente capovolto e per raggiungerla è necessaria una certa elasticità, che può essere acquisita solo con il tempo e la costanza.

Tuttavia, non demoralizzatevi. Quando vi sentirete abbastanza pronti, ecco come eseguirla:

  • Per cominciare dovete sdraiarvi con le gambe piegate, tenendo i piedi ben piantati a terra.
  • Inspirate e avvicinate le ginocchia al petto, poi gradualmente portatele verso il viso, e accompagnate il movimento sollevando piano anche il bacino. Per aiutarvi, posizionate le mani sulla zona lombare.
  • Distendete le gambe verso l’alto, verticalizzandovi, e appoggiate naturalmente il mento allo sterno. Il peso del corpo è sostenuto soltanto dalle vostre spalle.
  • Mantenente la posizione, respirando tranquillamente, finché state comodi. Poi scioglietela lentamente.

Sasangasana (la posizione del coniglio) 

Sasangasana (la posizione del coniglio)
Sasangasana (la posizione del coniglio)

Sasangasana rende il nostro corpo più flessibile e attiva adeguatamente il quinto Chakra, aiutandoci a guardare il mondo da una prospettiva più ampia e aperta. Va eseguita in questo modo:

  • Inginocchiatevi per terra, con i glutei poggiati sui talloni e le braccia libere lungo i fianchi.
  • Piegate il busto in avanti e appoggiate la fronte a terra davanti alle ginocchia. Premete il mento sullo sterno.
  • Mantenendo testa e ginocchia contro il pavimento (se preferite, potete posizionare un cuscino sotto la testa), sollevate i fianchi rendendo le cosce più o meno parallele al suolo.
  • Le braccia possono rimanere rilassate, orientate verso le caviglie oppure distese verso l’alto con le mani giunte.
  • Mantenete la posizione almeno per qualche respiro.

Adho Mukha Svanasana (la posizione del cane a testa in giù) 

Adho Mukha Svanasana (posizione del cane con la testa in giù) 
Adho Mukha Svanasana (posizione del cane con la testa in giù)

Questa posizione sviluppa la nostra forza di volontà, la nostra caparbietà e la nostra fiducia. Per eseguirla fate così:

  • Sul tappetino, mettetevi a quattro zampe, con le dita dei piedi rivolti al tappetino e le mani un poco più avanti rispetto alle spalle.
  • Espirando, sollevate le ginocchia in modo da portare il sedere verso l’alto, e contemporaneamente distendete gambe e braccia, fino a formare una specie di triangolo con il vostro corpo. Se siete principianti e non riuscite ancora a distendervi completamente, potete tenere le ginocchia appena piegate e i talloni un po’ rialzati.
  • Respirando tranquillamente, mantenete la posizione finché vi risulta confortevole.

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Namasté

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