Differenze tra Yoga e Pilates

Yoga e Pilates sono apparentemente due discipline molto simili tra loro, ma in realtà, se le si osserva con attenzione, sia lo svolgimento che gli obbiettivi per i quali vengono praticate presentano non poche differenze!
Molti tendono a compararli e li ritengono similari, in realtà i punti in comune sono bene pochi e all’occhio più esperto le differenze sono palesi.
Piccola parentesi: questo articolo vuole essere volutamente introduttivo e non esaustivo riguardo l’argomento e va a rispondere a una domanda fatta da una nostra lettrice.

Dicevamo dunque che entrambe risultano senz’altro utili per migliorare la propria flessibilità corporea, ed è questa la caratteristica principale che le accomuna.

Ma non esiste una disciplina più valida o efficace dell’altra: la preferenza è soggettiva e deve basarsi sul tipo di risultati che si vogliono raggiungere, per i quali può essere più indicato lo Yoga oppure il Pilates, dipende.
Scopriamo allora quali sono le principali differenze tra Yoga e Pilates!

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Lo Yoga

Approfondiamo le origini dello Yoga e in cosa consiste tale pratica.
Nato in india ben 5000 anni fa, lo Yoga è parte integrante di un’intera filosofia che mira non soltanto al benessere fisico ma anche e soprattutto a quello mentale.
Praticare Yoga significa quindi entrare in contatto con la parte più profonda di se stessi, attraverso esercizi di respirazione, Meditazione e particolari posizioni chiamate Asana, in grado di riequilibrare nello stesso momento mente, corpo e spirito.

Pur essendo una pratica orientale, negli ultimi anni ha preso piede diffondendosi largamente anche da noi in occidente.

Troviamo addirittura diverse tipologie di Yoga:

  • L’Ashtanga Yoga e il Power Yoga: sono quelli più dinamici, rigorosi e impegnativi, adatti perciò a persone ben allenate e in buona salute fisica.
  • L’Iyengar Yoga e l’Hatha Yoga: un po’ meno impegnativi ma richiedono sempre una buona prestanza fisica.
  • L’Ananda Yoga o il Raja Yoga: più concentrati sulla meditazione che sull’esercizio fisico.
  • Lo Yoga della risata o la Shakti Dance: si differenziano totalmente da tutti gli altri tipi di Yoga, poiché il primo fa uso della risata autoindotta e il secondo è in grado di conciliare armoniosamente Yoga e danza.

Il Pilates

Parliamo adesso del Pilates, delle sue origini e di come si svolge.
Rispetto allo Yoga non ha una storia millenaria alle spalle, esso è nato nella prima metà del ‘900, dal nome del tedesco Joseph Pilates, con lo scopo di riabilitare e rafforzare il corpo dei ballerini che ne avevano bisogno, e prima ancora quello dei soldati della prima guerra mondiale.
Da molti è considerato come un’alternativa più dinamica e meno spirituale dello Yoga: infatti, se l’obbiettivo principale di quest’ultimo è quello di riequilibrare corpo e mente, il Pilates si concentra soprattutto sul fisico, rinforzando gli addominali e la muscolatura della schiena.
In sostanza, riequilibra e risana il nostro corpo.
Trattandosi dunque di una pratica molto fisica, quali sono gli attrezzi solitamente necessari?

  • Tappetino (indispensabile).
  • Palle morbide, roller, elastici, cerchi resistenti etc.
  • Specifici macchinari che supportano nello svolgimento di determinati esercizi.

Conclusioni: quale scegliere?

Sia lo Yoga che il Pilates possono essere praticati da chiunque a qualunque età, non esistono controindicazioni di alcun tipo se non quelle legate alla propria salute e flessibilità.
Come abbiamo avuto modo di vedere, ciò che differenzia principalmente lo Yoga dal Pilates è il tipo di approccio: il primo concilia corpo e mente e può essere considerato come un vero e proprio stile di vita, il secondo è una pratica che mette al centro di tutto il corpo.

Per scegliere quale delle due discipline fa più al caso proprio, occorre farsi un paio di domande: se l’obbiettivo è quello di ottenere soltanto un corpo più sodo e tonico allora può bastare il Pilates, se invece si desidera raggiungere un equilibrio a tutto tondo, ci si può dedicare allo Yoga. Nello Yoga poi ci sono, come detto, diversi tipi di Yoga alcuni più focalizzati sulla parte fisica, altri ancora più sulla parte spirituale.
Insomma la scelta è altamente soggettiva.
Quel che è certo è che da entrambi è possibile ricavare notevoli benefici, se non altro un corpo più elastico e una maggiore consapevolezza della propria respirazione.

Il consiglio è che occorre provare, ascoltare la risposta del corpo, della mente (attraverso le sensazioni e le emozioni) e decidere. Prova in casa con un corso online oppure un corso tenuto da un insegnante esperto.

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Namasté

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