I principi vitali e gli 8 stadi dello Yoga

Accade spesso che chi inizia a praticare Yoga non veda oltre la sessione di esercizio fisico che i corsi offrono e finisca col perdere tutti i vantaggi legati alla filosofia che vi sta dietro.

Ma quali sono i principi vitali dello Yoga?

I principi vitali dello Yoga fanno riferimento ad alcuni testi fondamentali per la dottrina e la sua corretta applicazione dalla teoria alla pratica: uno di questi è lo Yoga Sūtra di Patañjali.

Yoga Sūtra di Patañjali

Un documento diviso in quattro sezioni che conta circa duecento aforismi, lo Yoga Sūtra di Patañjali fornisce le basi per il pensiero filosofico che sta alla base dello Yoga stesso come disciplina.

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Ogni capitolo illustra una serie di concetti brevi, di facile memorizzazione:

  1. Samādhi Pāda: qui si provvede a dare una definizione di Yoga inteso come mezzo per il raggiungimento dello stato di beatitudine.
    La successiva comprensione di tutte le cose su base universale porta alla liberazione dell’anima dal ciclo di rinascite, noto come Samsara.
  2. Sādhana Pāda: in questa seconda sezione vengono descritti gli otto stadi dello Yoga, che andremo ad approfondire a breve, nonché il sentiero del Karma Yoga, il cui insegnamento principale è di riflettere sulle nostre azioni in quanto siamo noi stessi a beneficiarne.
  3. Vibhūti Pāda: forse la sezione più accattivante agli occhi di un principiante, vengono qui illustrati i poteri al di fuori della sfera umana che è possibile ottenere con la pratica Yoga.
  4. Kaivalya Pāda: dal termine separazione, intesa come scissione tra spirito e corpo nella continua ricerca della salvezza che deriva dalla liberazione da ogni sofferenza terrena.

Ātman e Yoga

La dottrina dello Yoga trova molti punti in comune con le altre scuole di pensiero indiane e si differenzia principalmente per la presenza di una figura divina, slegata dal piano terreno e identificata come Ātman.

Curiosamente, Ātman è anche il nome con cui viene espresso il Sé intangibile a cui la pratica dello Yoga aspira: in breve, è il risultato della ricerca interiore.

La parola Ātman deriva dal sanscrito e viene tradotta come respiro o essenza.

Gli otto stadi dello Yoga

Come illustrato nello Yoga Sūtra di Patañjali, lo Yoga conta un totale di otto stadi che rappresentano il percorso del singolo individuo tramite cui realizzare Ātman, il Sé.

Qui si fa necessario un piccolo lavoro di immaginazione: in molte culture viene utilizzata la figura di un albero per indicare un percorso astrale, ne sono esempio Yggdrasil per quel che riguarda la mitologia norrena e Kabbalah per quanto concerne alcune dottrine ebraiche.

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Gli otto stadi dello Yoga sono da interpretare allo stesso modo:

1. Yama: Insegnamenti che riguardano la sfera personale, il modo di approcciarci a noi stessi.
I cambiamenti avvengono poco a poco, ciò che conta è la volontà di perseguirli.

2. Niyama: Insegnamenti che disciplinano il nostro rapporto con gli altri.

3. Asana: Tutto ciò che concerne le posizioni utilizzate nella pratica dello Yoga. Spesso integrati ad altri principi degli otto stadi, questi insegnamenti condividono quasi sempre un legame speciale con la natura e hanno lo scopo di incanalare ed ampliare l’energia raccolta.

4. Pranayama – Letteralmente proiezione del Prana ovvero della propria energia vitale. Il Pranayama concerne tutte le pratiche legate alla respirazione, importantissima per lo Yoga in quanto permette ai due piani esistenziali (quello terreno e quello astrale) di comunicare.

5. Pratyahara – La preparazione alla fase meditativa. Il praticante è in grado di percepire i piccoli cambiamenti esterni attraverso l’ausilio dei sensi e il legame con l’ambiente.

6. Dharana – In questa fase è necessario concentrare la propria attenzione su qualcosa e liberare la propria mente da tutto il resto, al fine di raggiungere una perfetta armonia con l’oggetto delle attenzioni. Vengono così meno le barriere percepite sul piano corporeo.

7. Dhyana: La meditazione che segue l’affinamento delle nostre capacità.

8. Samadhi: Il gradino più alto del nostro albero immaginario che rappresenta la caduta delle barriere terrene e l’annullamento di individualità per abbracciare l’amore universale.

Nella pratica comune i primi cinque stadi rappresentano dei prerequisiti per accedere a quelli successivi, che vengono quindi inquadrati come chiusura della sessione di Yoga.

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