Yoga: origini e benefici

Yoga, una disciplina che entra a far parte della vita comune di molte persone oggi.
Una disciplina antica che svela molti dei suoi segreti anche all’occidente.

Quando lo Yoga arriva in occidente

Sull’arrivo dello Yoga in occidente vi sono molti pareri e molte discordanze tra essi.
C’è chi sostiene ad esempio che lo Yoga arrivò in occidente per mezzo di uno Swami di nome Vivekananda.

L’anno a cui riferirsi è quello del 1893, e in quest’anno vi fu il forum Mondiale sulle religioni in America.
In quell’occasione che metteva al centro le religioni maggiori del mondo, il rappresentante Vivekananda non menzionò né lo yoga né l’Hatha Yoga, ma questo passaggio diede comunque adito alle speculazioni per cui in occidente lo Yoga derivi da questa situazione e da questo episodio singolo.

Yoga e Asana: le differenze

Purtroppo come avviene spesso quando qualcosa proviene da luoghi di cui si conosce poco rispetto a cultura, filosofie, pratiche e religioni, i piani si confondono, infatti molte persone che non conoscono bene lo Yoga lo identificano con le Asana.
Queste ultime sono le posizioni adottate durante gli esercizi mentre lo Yoga è una filosofia per il benessere vera e propria (vedi anche articolo sui 7 benefici dello Yoga).
Lo Yoga è diventato appunto sinonimo di una pratica relativa a specifiche posture fisiche, ovvero Asana, ma come detto le due cose sono differenti.

Hatha Yoga e Vivekananda

Tornando invece alle “origini” della diffusione delle pratiche Yoga in occidente, diffusione che come detto è una delle ipotesi, lo Hatha Yoga veniva ai tempi considerato più come uno sberleffo, un circo di strada della “contorsione” che non un vero e proprio esercizio iniziatico legato ad una specifica religione (Induismo in questo caso).

Le Asana invece, ovvero le posizioni della pratica stessa, erano riservate in via esclusiva agli yogin e quindi ad una casta sacerdotale volendo trovare un equivalente, questo valeva al tempo in cui Vivekananda scriveva un resoconto sullo Yoga stesso e l’Hatha era invece considerato dello stesso Swami come una prassi contorsionista di strada che le persone povere eseguivano per racimolare qualche denaro.

In sostanza costoro, da chi era iniziato allo Yoga, venivano considerati come personaggi della superstizione, personaggi che applicavano comportamenti strani che nulla avevano a che fare con lo Yoga.

In sostanza ginnastica, contorsionismo e Yoga venivano fusi assieme in queste pratiche dell’Hatha Yoga e così sono state recepite in occidente.

Lo Yoga venne reinterpretato in chiave femminile, di un femminile occidentale e quindi sotto dominazione patriarcale e quello che viene definito come Yoga Dolce ovvero lo Yoga in chiave femminile, di questo femminile, accorpava anche materie al suo interno, tra cui la salute fisica, quella spirituale, quella economica in rapporto con l’universo, tale concezione era ed è assai diversa rispetto a quella che faceva nascere lo Yoga come una disciplina.

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Le palestre, gli allenamenti e lo Yoga

Attualmente lo Yoga viene praticato come esercizio atto ad essere concepito non come sola attività spirituale ma come un mix tra questa e una disciplina ginnica, in moltissime palestre, corsi di Yoga sono un po’ ovunque e internet in tema di teoria e pratica Yoga, è un vulcano sempre pronto ad emettere nuovi zampilli di lava.

Essendosi tanto diffusa questa pratica oggi tutte e tutti si sentono esperti e praticanti ma come detto questa disciplina mistica è prima di tutto ciò e i suoi risultati sul corpo sono solo un conseguimento non la base per la pratica.

L’influenza occidentale su questa pratica è ovviamente molto sentita, ed è stata un influenza che ad oggi si traduce nella diffusione dello Yoga che come detto, è molto ampia.

Approcci a culture differenti come quella indiana ad esempio, da parte dell’occidente hanno significato anche plasmare delle pratiche e delle situazioni che nascevano in maniera del tutto differente da come oggi vengono recepite e agite.

Le tradizioni e la modernità

La tradizione dello Yoga come sopra descritto, è appunto un qualcosa che prescinde da alcuni valori che nel passaggio verso l’occidente sono stati ad essa attribuiti e sono tante le forme in cui questa disciplina è stata tradotta.
È stato attuato questo meccanismo attraverso centinaia di libri sui quali apprendere, molti modi di praticare, regole da rispettare.

La spinta motivazionale quanto conta nella pratica di questa disciplina? Qual’è la motivazione che ha l’occidente quando pratica questa disciplina?

Queste due domande sono essenziali per capire le differenze sul come ci si approccia ad una disciplina orientale che esiste da millenni e che è stata portata in occidente e traslata spesso ai valori occidentali.

Lo Yoga è diventato per molte persone una pratica quotidiana utile a mantenere un benessere che è sia fisico che spirituale ed emotivo, un aiuto concreto alla gestione dei fatti quotidiani e spesso essendo conosciuto anche in diverse versioni, viene praticato costantemente e come sfida alle proprie possibilità di integrare mente, corpo ed emozioni in un tutto di tipo cosmico.

I due piani, fisico e mentale quindi devono andare di comune accordo per far si che lo Yoga sia praticato nel migliore dei modi secondo una specifica concezione come detto, e questo ha attirato sempre più seguaci e praticanti.

Occidente e stress

Il problema maggiore per certi versi, della cultura occidentale a partire dallo sviluppo tecnologico e industriale prima, è quello del livellare e far sparire lo stress della vita quotidiana.

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Con molta probabilità cercando risposte atte a riconquistare un autonomia mentale e fisica rispetto alle fonti di ansia, la risposta per parecchie persone è stata questa disciplina che fonde mente e corpo in un abbraccio utile a consentire un armonia, esattamente quell’armonia cercata.

I due livelli nei quali lo Yoga agisce:

  • Livello Fisico. Su questo piano l’allungamento dei muscoli che viene svolto nel corso della pratica, associato alla respirazione, va a favorire l’ossigenazione del corpo, aiutando anche ad eliminare le tossine.
  • Livello Mentale. Sul piano mentale questa disciplina impiega lo strumento della concentrazione, strumento necessario ai fini della pratica delle Asana, nello Hatha Yoga queste posizioni associate al restare concentrati e focalizzati sul respiro aiutano a determinare un aumento della consapevolezza e quindi una risposta allo stress.

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Namasté

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